1. Cos'è una CER e perché è diversa da un impianto fotovoltaico
Una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) è una persona giuridica — associazione, cooperativa, ente locale, condominio — che aggrega più utenti della rete elettrica con l'obiettivo di produrre, consumare, condividere e stoccare energia da fonti rinnovabili. Non è un distributore di energia né un operatore di mercato: è un soggetto che ottimizza l'uso dell'energia prodotta localmente, riducendo i prelievi dalla rete e accedendo a incentivi pubblici per la quota di energia "condivisa" tra produttori e consumatori della stessa comunità.
La differenza rispetto a un singolo impianto fotovoltaico è strutturale. Un impianto individuale produce energia per l'autoconsumo dell'utente e immette in rete l'eccedenza, remunerata a prezzo di mercato (di solito basso). In una CER, l'eccedenza di un produttore può essere "condivisa virtualmente" con un consumatore della stessa comunità che sia collegato alla stessa cabina primaria della rete di distribuzione: su questa quota condivisa il GSE eroga una tariffa incentivante significativamente superiore al prezzo di mercato.
Il quadro normativo
Il riferimento normativo è il D.Lgs. 8 novembre 2021, n. 199, che ha recepito la Direttiva (UE) 2018/2001 (RED II) in materia di energie rinnovabili. La disciplina di dettaglio — e soprattutto il meccanismo degli incentivi — è contenuta nel DM 7 dicembre 2023 (c.d. Decreto CER), entrato in vigore nel 2024 e che ha reso finalmente operative le CER in Italia dopo anni di attesa.
2. Configurazioni ammesse
Il D.Lgs. 199/2021 e il DM 7 dicembre 2023 disciplinano tre configurazioni di condivisione dell'energia rinnovabile, con requisiti e incentivi parzialmente diversi.
Partecipanti: almeno un produttore e almeno un consumatore, collegati alla stessa cabina primaria. Partecipanti ammessi: persone fisiche, PMI, enti del terzo settore, enti locali, condomini.
Potenza massima impianti: 1 MW per singolo impianto di produzione.
Soggetto giuridico: obbligatorio — associazione, cooperativa, società, fondazione o altra forma con scopo non prevalentemente lucrativo.
Grandi imprese: possono partecipare solo come soci non determinanti (non possono detenere la maggioranza dei diritti di voto né avere potere di veto).
Partecipanti: più utenti nello stesso edificio o condominio, collegati allo stesso punto di connessione condominiale.
Tipico caso d'uso: condominio con impianto fotovoltaico condominiale i cui soci condividono l'energia prodotta tra le unità abitative.
Soggetto giuridico: non obbligatorio — può bastare una delibera condominiale.
Partecipanti: utenti in edifici diversi ma vicini, collegati alla rete di bassa tensione sotto lo stesso trasformatore.
Differenza dalla CER: perimetro più ristretto (bassa tensione, non cabina primaria), potenza massima inferiore.
3. Gli incentivi GSE: la tariffa sull'energia condivisa
Il cuore economico delle CER è l'incentivo erogato dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) sull'energia condivisa — cioè sulla quota di energia prodotta dagli impianti della comunità che viene "virtualmente" consumata dai membri della stessa comunità nella stessa ora, sotto la stessa cabina primaria.
La tariffa incentivante
Il DM 7 dicembre 2023 prevede una tariffa omnicomprensiva per l'energia condivisa, che si compone di due parti:
- Tariffa incentivante base: definita in €/kWh in funzione della potenza dell'impianto, decrescente all'aumentare della potenza (più alta per gli impianti piccoli, più bassa per quelli grandi)
- Componente restitutiva: quota degli oneri di sistema non pagati sull'energia autoconsumata, restituita ai membri della CER tramite il GSE
| Potenza impianto (kW) | Tariffa incentivante (€/kWh) | Durata incentivo |
|---|---|---|
| Fino a 200 kW | 0,120 | 20 anni |
| Da 200 a 600 kW | 0,110 | 20 anni |
| Da 600 kW a 1 MW | 0,100 | 20 anni |
L'incentivo si applica esclusivamente all'energia condivisa — non a tutta l'energia prodotta. La quota di energia prodotta ma non condivisa (immessa in rete senza un consumatore della CER pronto ad assorbirla nella stessa ora) non beneficia dell'incentivo, ma viene remunerata ai prezzi di mercato tramite il meccanismo del ritiro dedicato o dello scambio sul posto.
Il bonus per i Comuni sotto 5.000 abitanti
Il DM 7 dicembre 2023 prevede una maggiorazione della tariffa per le CER costituite in Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti: la tariffa base è aumentata di 0,04 €/kWh, portando l'incentivo massimo a 0,16 €/kWh per gli impianti fino a 200 kW. Questa misura è finalizzata a favorire la diffusione delle CER nelle aree rurali e montane, dove il servizio energetico è spesso meno efficiente.
Come si accede all'incentivo
La CER costituita deve presentare domanda al GSE tramite il portale dedicato, allegando la documentazione relativa alla persona giuridica, agli impianti di produzione, ai POD (Point of Delivery) dei membri consumatori, e allo statuto o atto costitutivo. Il GSE verifica i requisiti e, in caso di accoglimento, stipula una Convenzione con la CER che regola l'erogazione dell'incentivo per i 20 anni di durata.
4. Il soggetto responsabile: chi costituisce la CER
La CER deve necessariamente assumere una forma giuridica riconosciuta. Le forme più utilizzate nella pratica sono l'associazione riconosciuta (ai sensi del Codice Civile), la cooperativa di utenti, e — per le realtà di piccole dimensioni — l'associazione non riconosciuta con statuto adeguato. Alcune CER vengono costituite su iniziativa di enti locali (Comuni, Unioni di Comuni), che possono aderire come soci non determinanti o come promotori.
I requisiti dello statuto
Lo statuto della CER deve contenere specifiche previsioni richieste dal DM 7 dicembre 2023:
- Scopo non prevalentemente lucrativo e finalità di beneficio ambientale e sociale per i membri
- Autonomia della CER rispetto ai gestori delle reti di distribuzione e ai fornitori di energia
- Modalità di adesione e recesso dei membri, senza barriere discriminatorie
- Criteri di ripartizione dei benefici economici tra i membri (produttori e consumatori)
- Regole di governance che garantiscano il controllo democratico della comunità
Chi può essere membro produttore
Il membro produttore è colui che installa e gestisce uno o più impianti da fonte rinnovabile all'interno del perimetro della CER. Può essere: il proprietario dell'immobile su cui è installato l'impianto, un soggetto terzo (investitore) che installa l'impianto in locazione o usufrutto, oppure la stessa CER come persona giuridica proprietaria dell'impianto. Il produttore deve essere membro della CER e l'impianto deve essere connesso alla rete sotto la cabina primaria di riferimento.
5. L'iter autorizzativo degli impianti
Gli impianti di produzione che alimentano una CER sono impianti da fonte rinnovabile soggetti alle ordinarie procedure autorizzative previste dal D.Lgs. 387/2003 e dalle sue norme attuative, con le semplificazioni introdotte dal D.Lgs. 199/2021.
Edilizia libera fino a 50 kW (impianti fotovoltaici)
Per gli impianti fotovoltaici su edifici esistenti fino a 50 kW di potenza, l'installazione rientra nell'edilizia libera (art. 6 DPR 380/2001) e non richiede titolo abilitativo edilizio, salvo eventuali vincoli paesaggistici o culturali. È richiesta la sola comunicazione al gestore di rete (GSE/distributore locale) per la connessione.
PAS (Procedura Abilitativa Semplificata) fino a 200 kW
Per impianti da 50 kW a 200 kW su edifici esistenti, si applica la PAS: comunicazione al Comune 30 giorni prima dell'inizio lavori. Non è richiesto un provvedimento espresso: l'assenza di diniego nei 30 giorni equivale ad autorizzazione.
Autorizzazione Unica oltre 200 kW
Per impianti oltre 200 kW (o per impianti a terra di qualsiasi potenza), è necessaria l'Autorizzazione Unica rilasciata dalla Regione attraverso una Conferenza di Servizi che coinvolge tutti gli enti competenti (Comune, Soprintendenza ove rilevante, gestore di rete, ARPA). I tempi sono significativamente più lunghi — generalmente 6-18 mesi.
La connessione alla rete: il preventivo del distributore
Prima di avviare qualsiasi iter autorizzativo, il produttore deve richiedere al distributore locale (spesso E-Distribuzione, ma esistono distributori locali in molte aree) il preventivo per la connessione dell'impianto alla rete. Il preventivo definisce le condizioni tecniche ed economiche della connessione. I tempi di risposta del distributore e i costi di connessione possono variare significativamente e rappresentano spesso la variabile critica nei progetti CER.